Ma di cosa parla “Non vado di fretta”?
Di tante cose, ma se volessi essere sintetica? Basta guardare questo video realizzato appositamente:
Ma di cosa parla “Non vado di fretta”?
Di tante cose, ma se volessi essere sintetica? Basta guardare questo video realizzato appositamente:
Le parole… le mie parole, possono piacere alle persone più di quanto possano a me.
Sono lettere combinate che nascono dalla mia penna, figlie della mia mente, partorite dalla mia mano, condotte dal cuore, seguono la loro strada e prendono vita.
Delle mie parole mi piace il senso, la musicalità, il disegno che fanno nei miei pensieri, sui miei silenzi.
Sono parole chiare, coerenti, a volte incoerenti, dolci, belle, rabbiose, commoventi…
Sono il frutto di una mente fervida, piena, sensibile, esuberante, attiva e a volte troppo viva.
Fioriscono, si estendono, invadono e arrivano dappertutto ed è un senso nuovo per tutti, diverso…
Ognuno coglie il fiore delle mie parole in modo diverso… lo custodisce dentro o risveglia dentro in modo differente…
Questa è la magia delle parole, la magia del proprio io, del proprio bagaglio interiore, di noi stessi.
Parole che parlano di ricordi lontani, di mondi veri, di persone che incrociano la vita, che attraversano larghi pendii, che estrapolano l’interiore passione e fermento…
Vita ad una musicalità dell’anima che attraversa tempi ed emozioni e muoiono su un foglio dove vivranno in eterno…
Amo le mie parole… comunque esse siano.

Francesca
Lui mi cede il suo letto e un suo pigiama. Sento il suo profumo, quell’odore è ovunque e inebria le mie narici. Alla luce fioca di una lampada chiacchieriamo di tutto, io gli parlo di Andrea e di quanto mi abbia fatto soffrire e lui di Eleonora, di quanto fosse perfetta, perbene e intelligente, così concludo che forse le è ancora legato. Mentre gli racconto dei miei zii, lo vedo assopirsi.
È così dolce.
Mi alzo e mi avvicino al suo letto. Mi chino e gli scocco un bacio sulle labbra, in modo leggero e lui non se ne accorge. Mi ricordo di lui in cortile, con l’apparecchio, gli occhiali e riconosco che è cambiato molto da allora. Sul mento i peli della barba sottolineano la sua mascolinità. Il viso è disteso e le palpebre chiuse, è abbronzato, carino, guardo le sue mani forti, le adoro. Resto ad osservarlo per un po’ e mi rendo conto che ho paura di perderlo.
Si crede che la cosa peggiore sia perdere la persona a cui si vuole
bene, invece, ahimè, l’orrore è perdere se stessi.
Spesso ci si guarda allo specchio e quasi non ci riconosciamo più.
La nostra stessa estraneità ci sorprende.
Chi siamo veramente?
Abitanti di questa terra o visitatori?
Stranieri allo specchio?
Marionette su un palcoscenico?
Comici o tragici?
imputati o accusatori?
Vittime o carnefici?
Sabato 5 novembre 2011 rassegna stampa a Villa Bruno “freschi di stampa”.
Platea gremita di ragazzi… un po’ rumorosi, un po’ chiacchieroni, ma attenti, acuti e spontanei.
La loro genuinità è qualche cosa di grandioso, sono la forza, la fonte della vita…
È bellissimo vedere come esaltano i loro stati d’animo, di quanto sono veri e chari… mi hanno ricordato che esistono ancora volti nudi
, rispetto ad adulti inespressivi o conduttori di emozioni costruite e pilotate, che triste amarezza!
W i giovani!
La nostra esistenza è fatta di tante strade lunghe, tortuose, ripide, in salita, in discesa, illuminate, con tante viuzze e noi le percorriamo, soli, indipendenti.
A volte ci capita di incrociare la nostra con quella di un altro e di proseguire fianco a fianco. Ci si sente più al sicuro, alleviati, meno soli, più felici. Ma inevitabilmente qualcuno si allontana e continuiamo il percorso di nuovo da soli.
Gianluca è come una rondine, ritorna fedele al tetto dove l’anno prima ha costruito il nido o risalendo come i salmoni dalle acque del Pacifico fino ai ruscelli della Scozia, affronta il cammino all’ombra delle sue paure, meticoloso, sistematico. Leggi l’articolo completo
Arriviamo su un pendio da cui si domina l’isola intera, immerso nel
silenzio, nella magia del panorama, e ci sediamo in silenzio ad ammirare
la bellezza di questa terra. il vento ci carezza leggero, è un po’ fresco
e profuma di salsedine, di iodio, di foglie smosse dal tepore.
«Ci pensi mai al futuro?» chiede lei ad un tratto.
«Spesso… specie adesso che inizieremo a frequentare l’università,
e fare le prime scelte lavorative». Leggi l’articolo completo
Quando si crea una storia spesso viene accompagnata dalla musica…
Questa è una di quelle ascoltate in cuffia mentre digitavo la tastiera…
Eccomi finalmete.
Vivere la vita è come stare dritti su una corda, come gli equilibristi. Solo che loro lo fanno per mestiere…
Se l’attraversiamo veloce facciamo un exploit favoloso, un buon azzardo, ma potremo inciampare, cadere e farci male.
Se al contrario siamo saldi, lo facciamo lentamente, piano, senza bruciarsi le tappe, non facciamo spettacolo, arriviamo saldi alla meta, ma in ritardo.
Qual è il segreto allora?
Tu che ne diresti?