L’equilibrio…

(Tratto da Non vado di fretta:  Gianluca . Settembre 1989)
Mr. Book,
potrei paragonare il vento al cambiamento, e vorrei imparare da esso
a sfiorare le cose e poi a invaderle. Dovrei lasciarmici trasportare veloce,
leggero, senza indecisioni.
Ma quanto è difficile! io sono fissato come un’ancora al fondo del
mare o come le radici di una pianta alla terra.
Bisogna che impari a dominarlo il vento, che con la sua irruenza potrebbe
condurmi in posti sbagliati o persino buttarmi in terra, ma per farlo
dovrei imparare a stare in equilibrio! Una parola estranea al mio essere. Leggi l’articolo completo

Chi sono gli amici?

(Tratto dalla Nota d’autore di Non vado di fretta)

Chi sono gli amici?
Delle persone legate da un vincolo d’affetto, stima, simpatia?
Delle persone con cui si ha un rapporto confidenziale?
Qualcuno a cui si è legati da esigenze, bisogni, circostanze comuni?
Qualcuno con cui spendere un po’ del proprio tempo, una sorta
di ammazza-noia?
Mi auguro proprio di no!
L’amicizia è la sorella dell’amore, arriva lì dove l’altra ha lasciato
una lacrima.
Perché un amico è una persona che sa cosa vogliamo dire ancor
prima di parlare, che ci accetta, che soffre insieme a noi, che non ci
giudica, che ci ascolta e si sforza di capirci anche quando sbagliamo. Leggi l’articolo completo

Amo sempre…

Amo, chi è ancora capace di sognare e di lottare affinché i suoi sogni divengano realtà.

Chi ancora guarda il cielo e assapora la pioggia.

Chi si incanta di fronte ad un panorama, ad un tramonto o gode delle onde che irrompono sugli scogli.

Amo, chi è ancora capace di donare senza aspettarsi nulla in cambio.

Chi è capace ancora di vedere il lato buono nelle persone anche nelle situazioni più negative.

Chi è presente sempre.

Chi perdona.

Chi tende la mano.

Chi da nuove occasioni.

Chi si riconcilia.

Chi ama prima i difetti e poi i pregi delle persone. Leggi l’articolo completo

Effettuate la votazione

Ecco la video intervista:

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·         Le valutazioni possono essere espresse con un voto minimo di 5 ad uno massimo di 10

·         Le schede compilate in ogni loro parte vanno inviate in allegato all’indirizzo mail votafrescodistampa@gmail.com entro e non oltre il 31 luglio 2012

·         Ogni lettore può inviare max 3 schede di valutazioni pena l’annullamento delle votazioni espresse

·         Le votazioni espresse dalla giuria web andranno a sommarsi a quelle della giuria dei lettori della biblioteca ed a quelle degli studenti degli istituti scolastici coinvolti, formando un’unica giuria popolare.

Per nonvadodifretta Inviato su blogging

Auguro tempo….

Il tempo nn è tangibile.
Il tempo è tiranno, a volte ingiusto ed altre estremamente docile.
Il tempo nn ha rispetto, egoista e determinato, non ti aspetta, nn ti rincorre e passa inosservato.
È la più paradossale delle cose.

È il passato.
È il presente.
È il futuro.
Ma è troppo egocentrico per esser tutto…
Noi mentre cerchiamo di capirlo, di coglierlo, di catturarlo lui ci fa una beffa e procede senza fermarsi.
È specchio d’eternità.
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Il trailer…

Ma di cosa parla “Non vado di fretta”?

Di tante cose, ma se volessi essere sintetica? Basta guardare questo video realizzato appositamente:

Le parole…

Le parole… le mie parole, possono piacere alle persone più di quanto possano a me.

Sono lettere combinate che nascono dalla mia penna, figlie della mia mente, partorite dalla mia mano, condotte dal cuore, seguono la loro strada e prendono vita.

Delle mie parole mi piace il senso, la musicalità, il disegno che fanno nei miei pensieri, sui miei silenzi.

Sono parole chiare, coerenti, a volte incoerenti, dolci, belle, rabbiose, commoventi…

Sono il frutto di una mente fervida, piena, sensibile, esuberante, attiva e a volte troppo viva.

Fioriscono, si estendono, invadono e arrivano dappertutto ed è un senso nuovo per tutti, diverso…

Ognuno coglie il fiore delle mie parole in modo diverso… lo custodisce dentro o risveglia dentro in modo differente…

Questa è la magia delle parole, la magia del proprio io, del proprio bagaglio interiore, di noi stessi.

Parole che parlano di ricordi lontani, di mondi veri, di persone che incrociano la vita, che attraversano larghi pendii, che estrapolano l’interiore passione e fermento…

Vita ad una musicalità dell’anima che attraversa tempi ed emozioni e muoiono su un foglio dove vivranno in eterno…

Amo le mie parole… comunque esse siano.

Guardarsi… e poi….

Francesca

Lui mi cede il suo letto e un suo pigiama. Sento il suo profumo, quell’odore è ovunque e inebria le mie narici. Alla luce fioca di una lampada chiacchieriamo di tutto, io gli parlo di Andrea e di quanto mi abbia fatto soffrire e lui di Eleonora, di quanto fosse perfetta, perbene e intelligente, così concludo che forse le è ancora legato. Mentre gli racconto dei miei zii, lo vedo assopirsi.

È così dolce.

Mi alzo e mi avvicino al suo letto. Mi chino e gli scocco un bacio sulle labbra, in modo leggero e lui non se ne accorge. Mi ricordo di lui in cortile, con l’apparecchio, gli occhiali e riconosco che è cambiato molto da allora. Sul mento i peli della barba sottolineano la sua mascolinità. Il viso è disteso e le palpebre chiuse, è abbronzato, carino, guardo le sue mani forti, le adoro. Resto ad osservarlo per un po’ e mi rendo conto che ho paura di perderlo.

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Vittime o carnefici?

Si crede che la cosa peggiore sia perdere la persona a cui si vuole
bene, invece, ahimè, l’orrore è perdere se stessi.
Spesso ci si guarda allo specchio e quasi non ci riconosciamo più.
La nostra stessa estraneità ci sorprende.
Chi siamo veramente?
Abitanti di questa terra o visitatori?
Stranieri allo specchio?
Marionette su un palcoscenico?
Comici o tragici?
imputati o accusatori?
Vittime o carnefici?

Fonte di vita…

Sabato 5 novembre 2011 rassegna stampa a Villa Bruno “freschi di stampa”.

Platea gremita di ragazzi… un po’ rumorosi, un po’ chiacchieroni, ma attenti, acuti e spontanei.

La loro genuinità è qualche cosa di grandioso, sono la forza, la fonte della vita…

È bellissimo vedere come esaltano i loro stati d’animo, di quanto sono veri e chari… mi hanno ricordato che esistono ancora volti nudi, rispetto ad adulti inespressivi o conduttori di emozioni costruite e pilotate, che triste amarezza!

W i giovani!